Sorano (GR) — 1946–2026
Come vengono calcolati questi dati
Lo storico viene da ERA5, la rianalisi climatica di ECMWF/Copernicus, letta tramite Google Earth Engine. Una rianalisi ricostruisce il passato facendo girare un modello meteorologico moderno su tutte le osservazioni disponibili, quindi copre in modo uniforme anche gli anni in cui una stazione qui non c'era. Temperatura, pioggia, vento, raffica, umidita' ed evaporazione vengono tutte dalla stessa fonte oraria, dal 1946 a oggi: aggregati giornalieri e mensili sono calcolati qui a partire dalle 24 letture orarie di ogni giorno, quindi minime e massime sono estremi veri e non stime ricavate dalla media.
Perche' i valori sono corretti, e di quanto. ERA5 lavora su una griglia da circa 28 km: un riquadro cosi' ampio mescola mare, pianura e montagna, e per una citta' di fondovalle o di costa la temperatura che ne esce puo' essere lontana da quella reale — misurato, da 3,9 gradi in meno a 4,2 in piu' a seconda della localita'. Lo scarto pero' e' quasi costante nel tempo: cambia da citta' a citta' e da mese a mese, ma per una stessa citta' nello stesso mese resta stabile di anno in anno. Viene quindi misurato una volta, confrontando trent'anni di dati con ERA5-Land (stessa famiglia, griglia da 11 km), e sottratto. Verificato su dieci anni tenuti fuori dalla stima, l'errore tipico sulle medie mensili scende da 0,9 a 0,2 gradi. La correzione e' tenuta separata dai dati grezzi e ricalcolata periodicamente; un controllo automatico segnala in questa pagina i mesi in cui lo scarto esce dal proprio intervallo abituale.
Quanto ci si può fidare, in concreto. Confrontando le nostre medie 1991-2020 con quelle pubblicate dalle stazioni ufficiali: in pianura la temperatura è giusta — Milano 12,8 °C contro 12,5 della norma 1961-1990, Roma 15,4 contro 15,6 — e lo scarto è quello che ci si aspetta da trent'anni di riscaldamento. Dove invece la città sta in un fondovalle o sotto una montagna, la temperatura è troppo bassa di circa 4 gradi: Genova risulta 12,1 contro 16, Bolzano 8,0 contro 11,7. È il limite della griglia: la cella media la città con i rilievi che la circondano, e nessuna correzione applicata qui può separarli.
La pioggia è sovrastimata di circa un quarto, ovunque e per un motivo diverso: i modelli di rianalisi fanno piovere più spesso e più a lungo del reale. Sui totali annui misuriamo +23% a Roma, +24% a Genova, +25% a Milano, e fino a +47% nelle valli alpine. Non dipende dalla fonte scelta — l'alternativa che avevamo a disposizione sbaglia in modo simile o peggiore (+38% a Milano, +70% a Bolzano). Gli andamenti restano leggibili, i totali assoluti vanno presi come ordine di grandezza.
I record assoluti sono sottostimati, sempre. Un valore di questa pagina è la media su un'area di decine di chilometri: per costruzione non può raggiungere l'estremo misurato da un termometro o da un pluviometro in un punto. Confrontando con i record di una stazione reale, la temperatura massima assoluta di gennaio a Gorizia risulta più bassa di circa 6 gradi, e la pioggia del giorno più intenso di circa l'8 per cento. I valori medi (medie mensili, totali di pioggia, numero di giorni) reggono molto meglio degli estremi: usare questa pagina per gli andamenti nel tempo ha senso, usarla per dire “il record storico è questo” no.
Cosa resta impreciso. Per tredici capoluoghi affacciati sul mare (Ancona, Bari, Brindisi, Crotone, Fermo, Palermo, Pesaro, Pescara, Ravenna, Rimini, Siracusa, Trani, Venezia) ERA5-Land non ha un riquadro di terraferma sulla citta', e il riferimento e' la media dei riquadri di terra entro 15 km: per loro la correzione e' piu' debole. I fondovalle alpini restano i casi piu' difficili, perche' nemmeno 11 km bastano a cogliere il ristagno di aria fredda invernale. La correzione e' inoltre stimata sulle medie mensili: applicarla ai record assoluti e ai conteggi come i giorni di gelo e' ragionevole ma meno solido. Infine ERA5 e' aggiornata con circa una settimana di ritardo, quindi gli ultimi giorni non compaiono ancora.
Per "Italia (media capoluoghi)" si fa una media aritmetica semplice tra i capoluoghi di provincia italiani per cui lo storico è già stato scaricato (il backfill prosegue in background, vedi sotto) — non pesata per popolazione o superficie. Nei mesi in cui mancano ancora alcuni capoluoghi, la media è calcolata solo su quelli disponibili in quel momento.
Quanta pioggia è caduta nel giorno più piovoso del periodo. È un valore medio su un'area di circa 28 km: un nubifragio molto localizzato risulta più basso di quanto misuri un pluviometro sotto il temporale.
Per quante ore all'anno è caduta pioggia misurabile. Qui non trovi l'intensità in mm/h: su una cella da 28 km, mediata sull'ora, il picco di un temporale si perde quasi per intero — il valore che ne uscirebbe è circa dieci volte più basso di quello che segna un pluviometro, e sarebbe più fuorviante che utile. Per l'intensità reale c'è la stazione, in Dashboard.
Quanti giorni all'anno la pioggia ha superato 30 mm nella singola giornata: una soglia intermedia, più frequente degli eventi estremi (≥ 50 mm) ma ancora associata a piogge intense. A Sorano sono ~3 giorni/anno in media, con gli anni più piovosi (1980, 1964, 1968) che arrivano a 5-7.
Quanti giorni all'anno la pioggia ha superato 50 mm nella singola giornata — la soglia con cui ISPRA e i servizi meteo definiscono un evento di pioggia "estremo". Sono rari per costruzione (a Sorano ~0,4 giorni/anno in media), quindi l'istogramma è fatto di zeri con punte isolate: ogni colonna visibile è un vero evento alluvionale nella cella ERA5, non rumore.
La linea continua è la pioggia cumulata del periodo; quella tratteggiata è l'ET0 (evapotranspirazione di riferimento FAO-56): quanta acqua l'atmosfera "chiede" a terreno e vegetazione. Quando la tratteggiata supera la continua per un'intera estate il terreno perde acqua — è la definizione operativa di siccità agricola. Nella vista "Per mese" l'incrocio si vede mese per mese: in Italia la domanda atmosferica supera la pioggia da giugno ad agosto, e il periodo di deficit si allunga negli anni recenti. Nota: la pioggia ERA5 è sovrastimata di ~20-25% (vedi sopra), quindi il deficit reale è leggermente più ampio di quello qui disegnato.
Neve caduta nel periodo, in centimetri di accumulo (equivalente in acqua convertito con il rapporto standard 1:7). Nella vista "Per anno" ogni colonna è la neve di un intero anno; in "Per mese" si vede la stagionalità . Valore medio su una cella da 28 km: in montagna sottostima le località in quota, in pianura sovrastima i centri urbani.